Centro Sperimentale per Modelli Idraulici


C.S.M.I. - Centro Sperimentale per Modelli Idraulici
Veduta aerea

PRESENTAZIONE

Il Centro Sperimentale per Modelli Idraulici di Voltabarozzo (PD) è una sezione del Magistrato alle Acque di Venezia creata ufficialmente nel 1969 per l'esecuzione di studi e sperimentazioni su modelli fisici e matematici per la realizzazione di opere mirate alla salvaguardia del territorio. E' stato dunque istituto con l'obiettivo di verificare la fattibilità di interventi particolarmente innovativi e complessi attraverso la valutazione preliminare delle ipotesi progettuali e delle soluzioni esecutive scelte.

La nascita del Centro, seppure in modo informale, è fatta risalire al 1955, quando un'area demaniale destinata ad uso agricolo ospitò il modello della costruenda galleria Adige-Garda a Mori. L'area fu scelta perché il modello risultava molto grande e non poteva essere ospitato in un normale laboratorio universitario, ma anche per la sua ubicazione molto particolare, posta subito a valle al termine del Canale Scaricatore, compresa tra il Canale Roncaiette e il Canale San Gregorio. La particolarità consiste nel fatto che il livello a monte del Roncaiette è regolato da un manufatto e mantenuto a quota 12 m s. m. m., mentre il livello a valle del manufatto in condizioni normali è intorno alla quota di 6 m s. m. m., con la superficie del piano campagna della superficie utilizzata dal Centro è a quota compresa tra 8 e 9 m s. m. m. Da quanto detto si capisce come il Centro possa derivare l'acqua da monte del manufatto e scaricarla a valle dello stesso utilizzando la sola gravità e quindi evitando pompaggi poco economici; la disponibilità idrica, inoltre, è tale da consentire l'utilizzazione di portate fino a 1,5 m3/s.

Il Centro fu subito attrezzato con un'opera di presa con due condotte parallele del diametro di 800 mm a cavaliere dell'argine del canale scaricatore, dotate di saracinesca di controllo e di pompa a vuoto per il loro innesco. Per ricevere l'acqua proveniente dalle condotte, fu costruita una vasca a livello costante e due paratoie a scorrimento verticale per alimentare le canalette del costruendo modello. Per lo scarico delle acque si provvide alla costruzione di una chiavica controllata da paratoie, ubicata a valle del citato manufatto.

Dal 1955 al 1969 il Centro funzionò come un ufficio del Genio Civile di Padova, che dipendeva dal Magistrato alle Acque di Venezia ed al funzionamento provvedeva il personale dell'Istituto di Idraulica dell'Università di Padova.

Da ricordare in questo periodo la costruzione e l'esercizio del grande modello generale del Delta del Po, costruito dopo una serie di rotte verificatesi in quella zona, per studiare i provvedimenti da prendere. Il modello risultò molto grande, coprendo un'area superiore a 9.000 m2,; era un modello distorto con scala altimetrica di1.80 e planimetrica di 1:240.

L'istituzione ufficiale del Centro avviene solo con la legge 1013 del 24.12.1969, per lo studio da prendere per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna:

L'attività che fu iniziata allora fu la costruzione del modello generale della laguna di Venezia: in scala planimetrica di 1:250 e altimetrica di 1:20 il modello risultò molto grande occupando in tutto una superficie di quasi 9.000 m2. Per la sua copertura fu necessario costruire un capannone imponente che copre una superficie di 24.000 m2.


Modello della Laguna di Venezia presso C.S.M.I.
scala planimetrica 1:250 altimetrica 1:20

Una volta terminata la costruzione del modello, iniziò la sua gestione, avendo come prima fase la sua tararura.

Accanto allo studio della laguna veneta il Centro ospitò una serie di 24 modelli fluviali  riguardanti nella maggior parte opere di competenza del Magistrato alle Acque di Venezia e del Magistrato per il Po di Parma.

L'approvazione della legge speciale per Venezia n.794 del 1984 e il successivo avvio della concessione al Consorzio Venezia Nuova portarono un grande interesse per il Centro che divenne il luogo deputato, ove possibile, all'esecuzione degli studi sperimentali necessari.

Allo scopo fu necessario ampliare le strutture del Centro con la costruzione al coperto di una vasca per modelli marittimi delle dimensioni di 40x50 m, e quella di un grande canale per prove di moto ondoso bidimensionale, lungo 150 m.

Va da sé che la dotazione di strumenti del Centro fu adeguata alle nuove necessità

La società PROTECNO, partecipante alla compagine consortile della concessionaria, ha eseguito tutte le indagini sperimentali che vi si sono tenute: ad oggi, più di mille simulazioni solo sui modelli del MO.S.E. (Modulo Sperimentale Elettromeccanico).

OGGI

Il Centro Sperimentale si sviluppa su un'area di 10 ha, di cui 2,5 sono coperti. La potenzialità elettrica complessiva, distribuita su 4 cabine di trasformazione proprie, è di 1500 kVA. La derivazione d'acqua per gli usi del laboratorio è di 2000 l/s ed avviene a gravità tramite una batteria di sifoni a cavaliere d'argine. La capacità di pompaggio per gli utilizzi interni è di 2600 l/s per il modello generale della laguna, di 1500 l/s per l'impianto di ricircolo del canale per prove di moto ondoso e di ulteriori 300 l/s su impianti variamente distribuiti.

IMPIANTI TECNOLOGICI

  • derivazione e distribuzione idrica interna fino a 2.000 l/s
  • 4 cabine di trasformazione mt/bt per totali 1380 kVA
  • impianto di sollevamento  a servizio del modello generale della laguna per totali 2600 l/s
  • impianto di ricircolo a servizio del canale di moto ondoso per totali 2000 l/s
  • impianto di sollevamento a servizio del modello fisico della Bocca di Chioggia per totali 490 l/s
  • impianto di sollevamento a servizio dell'area attrezzata per i modelli fluviali per totali 190 l/s

Due sono i settori ai quali le strutture del Centro sono dedicate:

  • studi e sperimentazioni finalizzati alla realizzazione degli interventi per la salvaguardia di Venezia che il Magistrato alle Acque realizza tramite il Consorzio Venezia Nuova nell'ambito della legge speciale per Venezia;
  •  studi e sperimentazioni finalizzati alla realizzazione di interventi di difesa del territorio (opere di sistemazione fluviale, manufatti di derivazione, dighe) eseguiti anche da altri Enti e Amministrazioni.

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